Injustice: Gods among Us

Quando vidi la prima anteprima di Injustice, la commentai sul forum di TGM con un post che suonava bene o male come: “Ho visto Batman scalciare Solomon Grundy facendogli sfondare millemila pareti e ho interrotto il filmato.”

Oh, va bene la sospensione dell’incredulità…

When two lightining bolts collide.

Il fatto è che giocando l’ultima fatica di Ed Boon e compagni ti viene data la spiegazione per cui Batman può prendere a sganassoni Black Adam o perché il volto di Hawkgirl è ancora lì, dopo una spruzzatina di acido gentilmente fornita dal fiore all’occhiello del Joker.

Solo non è una spiegazione interamente originale: la storia di Injustice, a ben vedere, è piena di situazioni già viste in passato,principalmente legate alla stessa domanda.
Cosa succederebbe se Superman decidesse di dominare la terra, reputando la razza umana immatura e indegna del libero arbitrio? Il figlio di Krypton che mette da parte i panni del boy scout siderale è un’ipotesi già abbondantemente esplorata sia nellastoryline ufficiale che nel reame del what if, con il Supes versione Grande Fratello di Red Son o il severo (e un filo bastardo) maestro di etica metaumana in What’s So Funny ‘Bout Truth, Justice and the American Way?, tanto per fare un paio di esempi.
Com’è umano lei, signor Superman…
Tuttavia la modalità storia di Injustice scorre bene, piacevole da giocare e drammaticamente sottolineata dagli intermezzi e una manciata di QTE che fanno da collante alle botte superumane che farciscono la sua dozzina di capitoli, mentre NetherRealm Studios ricalca le meccaniche narrative dell’ultimo Mortal Kombat, con i personaggi – quasi tutti eroi stavolta – che si alternano al comando del giocatore, esplorando questa realtà parallela dove il gas dello Spaventapasseri potenziato alla kriptonite e un ordigno nucleare pronto a far saltare in aria Metropolis danno vita ad un risultato apocalittico.

Ma Injustice non è l’ultimo MK riconfezionato in formato DC Comics, così come non è il diretto seguito del disastroso Mortal Kombat vs DC Universe, ché grazie al cielo gli anni bui di Midway paiono una cosa del passato: l’ultima creatura di Ed Boon è un picchiaduro ben fatto, nonché uno dei migliori videogiochi dedicati ai personaggi DC.
Perché Batman sbanca al botteghino e Superman ha dato inizio alla Golden Age dei supereroi ma, quando si tratta di videogiochi, gli eroi della Detective Comics non è che abbiano avuto tutta questa fortuna, a parte sparute mosche bianche come i due Arkham di Rocksteady, sempre siano lodati. Nel campo dei picchiaduro, specialmente, hanno dovuto abbassare la testa davanti a produzioni abbastanza vergognose: Justice League: Heroes è un po’ il fratello brutto dei cloni di Diablo in salsa Marvel iniziati con X-Men Legends di Raven e continuati fino a Marvel Ultimate Alliance 2 di Vicarious, mentre per trovare un picchiaduro uno contro uno dove Diana picchia Freccia Verde dobbiamo tornare indietro all’epoca dei sedici bit con il mediocreJustice League Task Force.

Un attimo che lo reinserisco nel Super Nintendo, ché non lo gioco da parecchio e magari mi sbaglio, ricordo male…

No niente, anche Batman abbandona il pad dandogli le spalle…
Come nel caso di TMNT Tournament Fighters, le versioni SNES e Megadrive sono differenti, entrambe sviluppate da Sunsoft assieme a Blizzard Entertainment per la prima piattaforma e Condor/Blizzard North per la seconda.
Per par condicio, però, sono mediocri entrambe. Mediocri al livello di Death and Return of Superman, pessimo picchiaduro a scorrimento con cui condividono lo stesso sviluppatore, guarda caso.
Usciti bene o male nello stesso periodo, all’epoca della morte di Superman: se ne parlava al tiggì, Lex Luthor era impegnato nel cosplay di Rosso Malpelo, per entrare nella Lega della Giustizia dovevi avere il mullet per contratto e tutti sapevano com’era fatto Doomsday, anche i fan Marvel più estremisti.

Lasciamoci quindi alle spalle il passato, perché Injustice, come si diceva, è un picchiaduro che fa finalmente onore alla licenza. Tre soli pulsanti di attacco (debole, medio e forte senza precisa distinzione tra calci e pugni, come in MvsC3) e l’assenza dello storico tasto adibito alla parata sembrano un netto punto di rottura con il pedigree di NetherRealm Studios, ma c’è di più. Ogni personaggio ha un potere speciale richiamabile con un pulsante apposito che contribuisce a  differenziare ulteriormente i lottatori, al punto che – fortunatamente – non si notano doppioni tra i ventiquattro elementi del roster.
Superman potenzia i suoi attacchi, Batman richiama dei pipistrelli-drone, Flash usa il potere della Speed Force per rallentare il tempo mentre Nightwing alterna bo a bastoni da escrima, cambiando moveset a piacere.
A questo si uniscono i fondali interattivi, da usare per danneggiare l’avversario o per darsi lo slancio e muoversi rapidamente nell’area di gioco; l’interazione con questi elementi e la successiva distruzione di tutto quello che c’è attorno trasmette un concreto senso di potenza superumana ai combattimenti.

ventiquattro personaggi nuovi di zecca, con DLC in arrivo. Il primo sarà l’Uomo, ’nuff said.

La cosa bella è che i personaggi reagiscono diversamente a questi elementi: ad esempio quelli dotati di super forza non si fanno problemi a sollevare un veicolo volante e scagliarlo in testa all’avversario, mentre i più agili potranno utilizzarlo per sfuggire rapidamente da un angolo o dal pressing avversario. 
La cosa brutta, invece, è che questi attacchi fanno male e sono imparabili, fattore che alla lunga potrebbe sbilanciare gli scontri, oltre che a renderli imprevedibili; esiste un’opzione per disattivare gli elementi interattivi dei fondali comunque.
Tornando ai personaggi, ognuno ha almeno una decina di combo, oltre a numerose mosse speciali offensive e difensive, senza contare le cattivissime mosse finali, l’equivalente degli X-Ray dell’ultimo Mortal Kombat in chiave supereroistica. Queste devono colpire il nemico per attivare una breve animazione (ho un debole per l’uppercut stratosferico -letteralmente- di Superman o l’indescrivibile combo di Doomsday), tagliando fuori le montagne di chipping damage che normalmente seguono alla parata delle super di MvsC.
Due scuole di pensiero, entrambe valide quando i Supereroi si scontrano senza troppe pretese di tecnicismi vari. E in questo Injustice trova un po’ la sua debolezza: è un gioco bello da vedere, divertente da giocare con un rapido gameplayincentrato sulle juggle ma che probabilmente faticherà a conquistare i fan del genere a lungo termine per via di qualche problema di bilanciameno e smussature varie che i NetherRealm hanno trascurato strada facendo. Viene spontaneo chiedersi, ad esempio, l’effettiva utilità del wager system, una modalità spiegata sommariamente nel tutorial iniziale in cui i giocatori “scommettono” porzioni della barra energetica mentre sullo schermo i personaggi si sfidano prima di scontrarsi l’uno contro l’altro. Non c’è strategia, si scommette semplicemente più segmenti di quelli avversari se ce ne sono a disposizione e amen. Non l’ho mai attivata, lasciando il dubbio piacere alla CPU, considerando anche che una bella combo riesce a fruttare danni maggiori e una soddisfazione sicuramente più appagante. Si poteva fare di meglio anche con qualche modello di dubbio gusto come quello di Diana, normalmente uno dei personaggi più affascinanti dell’universo DC, qui ridotta ad una virago maggiorata con la faccia da cavallo. Lynda Carter era un’altra cosa, altroché…

Deathstroke è uno dei personaggi più popolari al momento, uno zoner rapidissimo con combo facili da concatenare.

Comunque ci si diverte parecchio online; le partite classificate e non, giocate dal mio Aquaman (niente risate, è una belva), sono andate tutte lisce senza problemi di lag, mentre un sistema di obiettivi giornalieri tipo “esegui tot volte il gatling di Lanterna Verde in qualsiasi modalità online” incentiva a variare la scelta dei lottatori normalmente utilizzati. In palio ci sono punti esperienza, dato che si sale di livello che è un piacere in Injustice, sbloccando biografie, artwork per personalizzare la nostra scheda online, skin dei personaggi e tessere con cui attivare diversi extra gustosi come nuove ladder per il gioco in singolo. Incontri avvelenati con l’energia che decresce, scontri solo contro cattivi o eroi, una serie di combattimenti al livello più alto senza possibilità di continuare, survival con una sola barra d’energia e parecchio altro per garantire una longevità in solitario anche quando la modalità storia sarà completata o saremo a corto di sfidanti online e non. A tal proposito vengono in aiuto i laboratori S.T.A.R., praticamente la torre delle sfide di Mortal Kombat a misura di supereroe. Ci sono 240 sfide in tutto e ogni personaggio ne deve affrontare una serie per completare una breve avventura.

Ad esempio Superman deve salvare Lois da Luthor, perché a quanto pare la sig.ra Lane non prende già abbastanza calci durante gli eventi di Injustice.

“e allora cosa devo fare? Mi vuoi mettere una scopa in culo così ti ramazzo Metropolis?” (cit.)

A differenza di MK, ogni prova superata frutta una valutazione che oscilla da una a tre stelle, e sbloccare le prove/storie dei vari personaggi necessita di un certo numero delle stesse. Quindi se, per dire, siete fan di Barry Allen e volete affrontare le prove di Flash, dovete sorbirvi quelle dei personaggi più “economici”, sperando nel frattempo di guadagnare abbastanza punti. Un po’ una seccatura, ma una che contribuisce ad allungarne la longevità, nel bene o nel male. Da notare che alcuni dei prossimi DLC aggiungeranno ulteriori prove ai laboratori S.T.A.R. Ad esempio il pacchetto Red Son, oltre a skin per Supes, Grundy e Diana, aggiungerà un capitolo tematico ambientato nella terra alternativa di Mark Millar dove vanno fortissimo Stalin, il socialismo e l’espansione del patto di Varsavia.

Injustice è un capitolo importante nella produzione di Boon, un passo avanti che simboleggia la voglia di scrollarsi di dosso la cattiva fama che i vecchi Mortal Kombat avevano guadagnato agli occhi dei professionisti del picchiaduro. Non è ancora perfetto, ma quello che offre è ben fatto. È divertente, appassionante e, una volta tanto, offre tantissimo per i giocatori solitari, che troveranno più di un motivo per vestire i panni di Batman e compagni anche distanti dalle arene online. Il fatto che alcuni costumi siano al momento sbloccabili solo grazie alla pessima e costosa App per iOS è un altro discorso.

Per gentile concessione dell’autore Danilo Dellafrana.

Rispondi